2022-2023
Monica Sgandurra con TARI architects (capogruppo) , Wei Chen architetto del paesaggio

Acropoli di Byrsa: un palinsesto di tempi e memorie
L’Acropoli di Byrsa, posizionata all’intersezione tra i principali cardo e decumano dell’impianto di centuriazione, rappresenta uno dei poli nevralgici del sistema UNESCO della città di Cartagine.
L’intero territorio si articola in una commistione di diversi paesaggi, da quello prettamente naturalistico a quello archeologico al paesaggio della civitas, che si sovrappongono, intersecano e talvolta sovrascrivono vicendevolmente, mai annullandosi, e dando vita ad un sistema organico di elementi stratificati.
Questo stesso paesaggio multiforme è lo sfondo del celebre viaggio attraverso la Tunisia che Paul Klee compie nel 1914 insieme a August Macke e Louis Moilliet.
Dalle tele di Klee emerge una rappresentazione non vedutistica ma un lavoro critico di indagine topografica attraverso cui compone e scompone i paesaggi che attraversa in forme geometriche semplici, quadrati e rettangoli, lavorando sul colore e la texture della geometria.
Allo stesso modo, i diversi strati di storia e terra che compongono la sezione dell’Acropoli necessitano di una lettura attraverso le epoche trascorse e trascritte di cui i reperti accumulati custodiscono la memoria e le tracce di civiltà diverse che hanno abitato questi luoghi scolpendone lo spazio vuoto e quello costruito.
Un vero e proprio museo a cielo aperto che tuttavia, come molte aree archeologiche, corre il rischio di una cristallizzazione totale incapace di accogliere rifunzionalizzazioni o nuove aperture, accettando solo una “distante” contemplazione.
In questo senso, la complessità del contesto impone una duplice chiave di analisi che sottende altrettante strategie di intervento: da un lato l’organizzazione della molteplicità di tempi raccolti e dall’altro la necessità di lavorare a scale diverse, da quella urbana a quella del singolo oggetto.
dalla relazione di progetto


planimetria piazza Unesco





